giovedì 18 settembre 2014

l'insalata di riso di Elizabeth ora è mia

Mi affaccio sul web sempre con una ottima predisposizione, molti considerano la rete un "non luogo", insidioso, sporco, pericoloso. Per fortuna non è solo questo; il mondo del web è anche creativo, stimolante, amichevole e punta alla condivisione; un luogo, secunnu mia, unni si scancianu idee, opinioni ed esperienze. Alla fine, sempre ppì mia, è un bel posto da dosare come si fa in cucina; 'n'aticchia di questo e 'n'aticchia di quello.
Questa ricetta, l'ho vista qui, da Elizabeth  il blog si chiama Brooklyn Supper un sito gradevole sul quale ci sono tantissimi suggerimenti, la foto mi piacque assai e mi decisi di farla, prima o poi in una delle mie diete del lunedì. Ho apportato delle piccolissime variazioni ma niente ci fa. Ah, non vi sto a raccontare quante proprietà benefiche hanno i pochi ingredienti sotto elencati, sappiate che questa insalatona, oltre che buona e insolita vi farà bene!

Insalata di riso Basmati con cicoria e rape rosse
per 4 cristiani:
300 g di rape rosse precotte
un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
sale grosso
tagliate le rape a fette, ponetele dentro una teglia foderata con carta forno, unite l'olio e il sale e infornate a 150°C per circa 20 minuti mescolando ogni tanto

160 g di riso basmati
due mazzetti di cicoria
per il condimento
uno spicchio d'aglio tritato
un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
un cucchiaio di senape dolce
un cucchiaino di miele
sale
un peperoncino di cayenna fresco tritato
20 g di pistacchi tritati


Cuocete il riso e mettetelo da parte. Mondate, lavate e sgrondate la cicoria, eliminate le parti troppo dure e tagliatela a pezzetti. Preparate il condimento emulsionando tutti gli ingredienti. Mettete in una ciotola il riso, la cicoria e le rape, condite con la salsa, aggiungete i pistacchi tritati e mescolate delicatamente, aggiustate di sale e servite tiepida.


lunedì 15 settembre 2014

con rispetto parlando

con rispetto parlando, questa torta spacca le balate, i pitruni, che servono per la realizzazione delle strade. E' talmente buona che apre i portoni solo con il ciavuru; talmente morbida che al primo morso arrusbigghia i sensi e viene lo sconvolgimento. Il consiglio che vi do, anche se non lo volete è di prepararla almeno una volta; se vi piacciono le torte di mele dal sapore un po' grezzo, è la torta che fa per voi. Amunì, pigghiate un pizzino
3 mele golden
50 g di zucchero di canna
50 g di burro
un cucchiaino di cannella 
80 g di farina di grano saraceno
120 g di farina
100 g di burro morbido
130 g di zucchero di canna
3 uova
8 g di lievito
110 ml di panna
5 bacche di cardamomo
20 g di mandorle a lamelle
20 ml di Grand Marnier
10 ml di latte
per la finitura:
50 ml di Grand Marnier
50 ml di acqua
10 g di mandorle a lamelle
sbucciate le mele, tagliatele a pezzetti, ponetele dentro una teglia foderata con carta forno, distribuite lo zucchero, il burro e la cannella, infornate a 140°C per circa 25 minuti mescolando spesso.
 imburrate uno stampo a cerniera apribile da 24 cm di diametro. Cospargete i bordi con le mandorle e poi infarinate leggermente, con delicatezza eliminate la farina in eccesso evitando il distacco delle mandorle.
 Montate il burro morbido con lo zucchero, unite un uovo alla volta e i semi di cardamomo pestati. Unite le farine mescolati con il lievito setacciato alternando con la panna e il Grand Marnier; in ultimo, se il composto dovesse risultare troppo denso aggiungete il latte. Versate il composto lella teglia, unite le mele cotte sgocciolate dal sugo che metterete da parte.
 Infornate a 170°C per circa 45 minuti, per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno e fate sempre la prova stecchino prima di sfornare. Preparate la finitura mettendo il liquore con l'acqua dentro un pentolino, portate a ebollizione facendo evaporare un po' di alcool, unite il sugo della cottura delle mele, lasciate sul fuoco un minuto e poi spegnete.
Tirate fuori la torta dal forno, versate lo sciroppo in maniera uniforme, distribuite le mandorle e passate sotto il grill, pochi istanti, fino a doratura.

venerdì 12 settembre 2014

variazioni sul tema: vellutata di zucca

Alex Fef, sempre lei.
Molto spesso associo cose a persone, come tutti credo. Ecco, Agapanthus a parte (solo perché non si mangia), la zucca è una di quelle cose mangerecce che mi fa pensare a lei e alla sua favolosa vellutata, fatta e rifatta infinite volte. Questa di oggi era sulu ppì mia, quindi ci ho dato dentro con il gusto forte, voi regolatevi di conseguenza, seguendo i vostri gusti e la vostra attitudine con il cibo piccante.
 sulu ppì mia

330 g di zucca rossa decorticata
una costa di sedano con le foglie
una cipolla
una piccola patata 50 g già mondata
400 ml di brodo vegetale
un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
50 g di robiola
un mazzetto di prezzemolo
mezzo peperoncino piccante habanero chocolate o uno a piacere
una manciata di semi di lino
una manciata di mandorle a lamelle
una grattugiata di noce moscata
Tritate la cipolla e il sedano, poneteli dentro una casseruola con l'olio e fate insaporire, aggiungete la patata e la zucca tagliati a dadini, mescolate per insaporire e coprite con il brodo.
Tritate l'habanero eliminando i semi e aggiungetelo al brodo, cuocete a fuoco leggero per circa 30 minuti.
Mescolate la robiola con il prezzemolo tritato finemente. Frullate la zuppa e versatela in una scodella, distribuite le quenelle di robiola, i semi di lino, le mandorle e la noce moscata, servite subito.



mercoledì 10 settembre 2014

ho un'amica che è regina del cioccolato

oddio, per essere precisi, è amica della mia amichetta del cuore nonché collega architetto(a) paesaggista, Enza Barbera, lei me la fece conoscere, dunque direi che per la proprietà transitiva le sue amiche sono pure amiche mie. C'è solo un piccolo dettaglio, Linda non lo sa che noi tre siamo amiche, niente ci fa.

Torta del diavolo
110 g di cioccolato fondente tritato finemente
125 ml di panna acida
175 g di zucchero di canna
300 g di farina
una presa di sale
20 g di cacao in polvere
4 g di bicarbonato di sodio
115 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato
2 uova di grandi dimensioni
un cucchiaino di estratto di vaniglia
175 ml di acqua a temperatura ambiente
per la glassa e il ripieno
140 g di cioccolato fondente tritato finemente
140 g di cioccolato al latte tritato finemente
225 ml di panna acida
imburrate i bordi di due stampi da 24 cm di diametro apribili, foderate il fondo con carta forno e imburrate anche quelli e, dopo aver richiuso l'anello, cospargete di farina e ponete da parte.
Ponete il cioccolato tritato con la panna e lo zucchero di canna in un pentolino dal fondo spesso e scaldate a fuoco lento, Mescolate di tanto in tanto fino a quando otterrete un composto liscio e omogeneo. Togliete dal fuoco e fate raffreddare fino al momento di usarlo. Questa operazione io l'ho effettuata a bagnomaria.
Setacciate la farina con il sale, il cacao, e il bicarbonato
Sbattete il burro con lo zucchero, unite un tuorlo alla volta  e l'estratto di vaniglia. Unite il composto secco alternando con l'acqua, infine unite il composto di cioccolato. Montate gli albumi a neve e uniteli al composto con una spatola, mescolando con movimenti lenti dal basso verso l'alto.
Dividete l'impasto nelle due tortiere e infornate in forno caldo a 180°C per circa 25-30 minuti, verificate la cottura con uno stecchino. Fate raffreddare negli stampi per 5 minuti e poi capovolgete su due griglie da forno per completare il raffreddamento.
Preparate la crema sciogliendo a bagnomaria i due cioccolati, fate attenzione che il fondo del pentolino che contiene il cioccolato non tocchi l'acqua riscaldata. Togliete dal fuoco, mescolate e aggiungete la panna, lasciate riposare fino a quando otterrete la consistenza desiderata. Ponete un disco di torta su un piatto da portata, distribuite parte della crema, ricomponete la torta e glassatela su ogni lato. Ponete in frigo fino al momento di servire.

lunedì 1 settembre 2014

polpettando

Oggi, primo settembre 2014, vedo polpette dappertutto! Ma che fu? manco fussi un contest, hanno polpettato Sarah Fel, Gabila e Donna Hay.
 A 'sto punto mi ci metto anch'io con la mia dieta del lunedì senza tristezza, con le polpette di zucchine, carote e semi. Mi fici quattro cunti con il contacalorie sul web, iddu dice che, a persona, queste polpette contengono 349 kcal, sarà vero? Mah! quello che so è che buone sono.
per 4 cristiani:
600 g di zucchine mondate
200 g di carote mondate
50 g di provola affumicata
70 g di pangrattato
5 g di semi di lino
2 uova
sale
pepe
noce moscata
un cm di zenzero grattugiato
6-7 foglie di basilico tagliate a pezzetti
per la finitura:
35 g di cimino (sesamo)
50 g di pangrattato
lessate in acqua salata, per circa 15 minuti, le zucchine tagliate a tocchetti e le carote tagliate a rondelle, scolatele, fate intiepidire e passatele al mixer. Sgocciolate il composto dentro un colapasta dai fori piccoli. Impastate il composto di zucchine con 70 g di pangrattato, le uova, la provola a pezzetti, i semi di lino, il basilico, la noce moscata e lo zenzero. Lavorate per amalgamare, aggiustate di sale e pepate. Otterrete un impasto molto morbido, abbiate cura nel maneggiarlo.
 Mescolate il sesamo con il pangrattato per la finitura, formate delle polpette, passatele nel mix di pangrattato e sesamo e ponete su una placca foderata con carta forno. Cuocete in forno a 180°C per 15 minuti e finite con qualche minuto di grill e servite tiepide.

sabato 30 agosto 2014

altro giro altra corsa


In effetti dovrei correre, mi farebbe bene, credo.
Vedo molta gente che si attrezza con scarpe strepitose, abbigliamento da urlo, occhialetti aggressivi e fiato da vendere, ah! come vi ammiro, seduta però; vi supero con l'auto e già sono stanca. Niè, troppo faticoso, non ho l'età, e nemmeno le scarpe da jogging, le mie sono tutte tacco 12-13 cm. Lascio a voi l'asfalto io mi tengo quei cinque chili di troppo, oramà mi ci sono affezionata. Anzi, mi sparo qualche altra cartuccia, tanto che può succede se appoggio un'altra maniglia dell'amore sui fianchi? Ve lo dico io che lo so, niente ci fa, poi oggi è sabato ed è risaputo che il sabato, in tutte le mie diete, è libero, esattamente come gli altri giorni. Sacrifici sono!

Morbida tortina alla frutta 
per otto cristiani:
2 uova
3 albumi
un cucchiaino di estratto di vaniglia
70 g di zucchero di canna
80 g di farina
mezza bustina di lievito (8 g)
montate a neve tre albumi, aggiungete 20 g di zucchero di canna e continuate a sbattere la meringa fino a quando sarà lucida e farà i picchi. In un pentolino sciogliete 30 g di burro, togliete dal fuoco e aggiungete un cucchiaino di estratto di vaniglia con 60 ml di latte e mescolate
in una ciotola montate due uova con 50 g di zucchero di canna e un pizzico di sale, lavorate per almeno 10 minuti, dovranno diventare di un giallo chiaro e molto spumosi; unite gli albumi montati a neve con dei movimenti delicati, dal basso verso l'alto. Aggiungete anche la farina setacciata con il lievito e il mix di burro.
versate dentro una teglia di  20 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata, infornate a 180°C per circa 30 minuti. Il mio forno strepitoso cuoce a 170°C in modalità 'ventilato' a freddo, questo per ribadire che per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno.
per il ripieno e la finitura
500 ml di panna fresca
50 g di zucchero a velo
frutta a piacere
io ho usato fettine sottili di mango
circa 200 g di mirtilli
una decina di more

giovedì 28 agosto 2014

un'idea ce l'hai?


Attia dico, quannu vai al supermarket devi avere le idee chiare, non puoi riempire il carrello a tinchitè, senza un'idea precisa, un progetto chiaro, un accostamento di sapori, colori e una prospettiva, anche vaga, di ciavuru. Devi farti due conti in testa prima di accattiri l'accattabile e chiederti: che cabasiso faccio cu 'stu pollo? Ma prima d'accattallu però!
ovviamente parru con me stessa medesima, eh?



per due cristiani
270 g di petto di pollo tagliato sottilissimo
un limone
un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
coriandolo in polvere
curry
paprica
zenzero in polvere
sale
pepe
un pizzico di zucchero di canna


preparate la marinata mettendo in una ciotola l'olio, la scorza di limone, il succo di mezzo limone, le spezie, lo zucchero, mescolate per emulsionare e mettete a bagno la carne per mezz'ora.

per il ripieno
4 pomodorini
40 g di pangrattato
1/4 di mela
sale
origano secco
pepe
un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
stendete le fettine di pollo, farcitele con il ripieno, arrotolate e fermate con uno spiedino.

per il condimento
10 pomodorini
2 spicchi d'aglio
origano
un cucchiaino di cimino (semi di sesamo)
un cucchiaio di capperi dissalati
pepe
bicarbonato


cuocete per pochi minuti, dentro una casseruola in pietra, i pomodorini tagliati a metà insieme con l'aglio sbucciato e schiacciato, l'origano, il sale, un pizzico di bicarbonato e il pepe.

 Unite il ripieno avanzato e il cimino, mescolate, aspettate due minuti e spegnete. Non è necessario aggiungere olio per la cottura, queste pentole cuociono senza attaccare gli alimenti.
Arroventate una piastra per arrosti in pietra, cuocete gli spiedi da ambo ii lati, fate intiepidire prima di sfilarli

dallo spiedino e metterli dentro la casseruola con il condimento.Su fuoco leggero, cuocete pochi minuti prima di servire con il condimento.

giovedì 21 agosto 2014

coulant au chocolat e ccà vi lassu

...senza palore con questa ricetta straordinaria inventata dallo chef francisi Michel Bras .
Mi viene da dire 'chapeau', così puru  iddu mi capisce, tanto di cappello, grande ammirazione e salamelecchi a profusione, questo è un dolce che va mangiato tutto l'anno estate-inverno-primavera-autunno, non c'è stagione, non c'è pret-a-porter che tenga, signori miei. E non c'è storia picchì alla prima palettata viene lo sdilliniu.
per 6 cristiani:
150 g di cioccolato fondente
150 g di burro
4 uova
110 g di zucchero
60 g di farina
gelato alla vaniglia
lamponi
sciogliete il cioccolato, tagliato a scaglie, a bagnomaria e fate intiepidire. Sbattete le uova con lo zucchero aggiungete il cioccolato fuso tiepido e il burro, mescolate per amalgamare. Unite la farina setacciata e mescolate fino a rendere liscio il composto. Riempite gli stampini da creme caramel in silicone, leggermente oltre la metà e congelati per almeno mezz'ora. riscaldate il forno a 190°C  e cuocete per circa 15 minuti. Vi consiglio di provare il vostro forno, infornando un solo stampo, cuocerlo per i minuti suddetti e provare a sformarlo dopo 5 minuti per vedere se la struttura esterna regge; potreste avere bisogno di qualche minuto in più o in meno, dipende dalla potenza del vostro elettrodomestico. Capovolgete lo stampo sul piatto, servite con il gelato e dei  frutti di bosco, se volete.

sabato 16 agosto 2014

Sicilia

Gli arabi, e non solo loro, in Sicilia ficiru man bassa, s'accasaru almeno duecento anni prima dell'anno mille e se la scialaru facendo i padroni.
 La nostra terra fertile fu; l'acqua, ai tempi, c'era a tinchitè, mica come ora che ti devi installare il serbatoio cilistino 'ncapo al tetto della casa, con la possibilità, se sei fortunato, di riempirlo du vote o jornu. Considerando, quindi, che c'era un mare d'acqua, iddi, che 'u ciriveddu ci caminava, nenti ficiru?, s'ingegnaru a convogliarla in lungo e in largo per irrigare i campi, producendo meraviglie delle meraviglie che ancora oggi nnì manciamo, trasformate in ricette sfiziuselle, influenzate, manco a dirlo, dal loro modo di cociri. Il timballo prende il nome dal tamburo, ed è di origine araba. Si realizza in mille modi diversi, avvolto da una copertura morbida o croccante ma sempre di un piatto opulento si tratta. 
Timballo di anelletti alla Norma
Per 8 cristiani:
700 g di pasta formato anelletti
6 grosse melanzane
1200 g di passata di pomodoro
un cucchiaio di estratto di pomodoro
uno spicchio d’aglio
un mazzetto di basilico
olio extra vergine d’oliva
una foglia d’alloro
circa mezza formina di ricotta infornata
sale grosso
sale
pepe
Lavate le melanzane, eliminate il picciolo, pelatele a strisce e tagliatele a fette nel senso della lunghezza a uno spessore di circa un dito, mettetele a strati dentro un colapasta distribuendo il sale grosso; perderanno l’acqua di vegetazione assorbendo meno olio durante la frittura.
Dopo circa un’ora di riposo, sciacquate le fette e strizzatele con delicatezza senza romperle. Ponete in una larga padella un dito d’olio, portatelo a temperatura su fuoco vivace.  Tamponate le melanzane con della carta assorbente e friggetele fino a doratura, aggiungendo olio man mano che si abbassa il livello. Fate scolare l’unto in eccesso su un piatto foderato con carta da assorbente.
Preparate la salsa soffriggendo lo spicchio d’aglio tagliato a metà, unite la salsa qualche foglia di basilico, l’estratto e l’alloro, portate a cottura, salate, pepate e fate raffreddare.
Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocete la pasta molto al dente; gli anelletti necessitano di 13 minuti di cottura, io li scolo a 9’. Nel frattempo foderate, con le fette di melanzana più grandi, uno stampo per ciambella (o una teglia comune) dai bordi alti e di 26 cm di diametro, conservate 5 o 6 fette per la copertura. Scolate la pasta e versatela nel contenitore con la salsa. Aggiungete le melanzane rimaste tagliate a pezzetti, la ricotta infornata grattugiata, e il basilico spezzettato con le mani, unite una macinata di pepe e amalgamate i sapori. Versate gli anelletti dentro lo stampo, livellate e coprite con le fette di melanzane messe da parte. Infornate a 180°C per circa 20 minuti, fate intiepidire prima di capovolgere il timballo su un piatto da portata  e servire con una manciata di ricotta e qualche foglia di basilico.


In alternativa, nulla vieta di realizzare dei piccoli timballi monoporzione



martedì 12 agosto 2014

crostata ripiena di pesche e mirtilli


- Ancora un dolce? Ché, non cucini niente di salato? 
- No! Se m'invitano porto il dolce, più di questo non ti posso fare. Te l'accolli?

Crostata ripiena con pesche e mirtilli
per la frolla:
350 g di farina
100 g di strutto freddo
60 g di burro freddo
un uovo
un tuorlo
160 g di zucchero di canna
un cucchiaino di estratto di vaniglia bourbon
per il ripieno:
5-6 cucchiai di confettura di pesche
190 g di burro morbido
190 g di zucchero di canna
un cucchiaino e mezzi di estratto di vaniglia bourbon
200 g di farina w 170 che poi è la 00
100 g di farina tipo 1 Maiorca, grano tenero
3 uova
una bustina di lievito
4-5 pesche tipo montagnola
180 g di mirtilli
burro a fiocchetti
una manciata di zucchero di canna da spolverare sulla torta da infornare
teglia a bordi svasati,in alluminio, per cassata, da cm 32 di diametro
impastate gli ingredienti della frolla, stendetela con il mattarello su un piano infarinato, arrotolatela sul matterello e adagiatela dentro la teglia imburrata e infarinata, ponete in frigo. Se avete tempo, dopo aver realizzato il panetto fate riposare la frolla in frigo in frigo e poi seguite il procedimento indicato prima. Questo tipo d'impasto è molto friabile e si rompe facilmente.
Sbattete il burro con lo zucchero e la vaniglia, realizzate una crema soffice, incorporate un uovo alla volta e infine le farine setacciate con il lievito. Bucherellate il fondo della frolla, distribuite la confettura di pesche sulla base di frolla, l'impasto realizzato e livellate, affondate le pesche precedentemente lavate, asciugate e affettate a uno spessore di circa 2 mm, distribuite anche i mirtilli affondandoli leggermente. Prima di infornare spolverate una manciata di zucchero di canna e adagiate dei piccoli fiocchetti di burro.
Infornate a 160°C per circa un'ora e 30 minuti in forno ventilato. Come sempre ricordo che per la cottura dovete basarvi sulla conoscenza del vostro forno